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Money Gate, la Corte d'appello federale respinge il ricorso del Procuratore, finisce l'incubo per il Catanzaro

Sport Calcio
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Finisce l’incubo Money Gate per il Catanzaro. La Corte d’appello federale ha infatti respinto il ricorso del Procuratore Federale contro le aquile ed i suoi ex dirigenti in relazione alle accuse di una presunta combine della partita Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013,

 terminata 0-1 e che ha regalato la promozione in Serie B agli irpini. Il secondo grado di giudizio del processo sportivo ha confermato le risultanze del primo grado. La Sezione Disciplinare del Tribunale Federale aveva disposto il proscioglimento di tutti i deferiti in riferimento a quell’incontro. Il presidente Floriano Noto ha commentato in questi termini la sentenza: “La decisione della Corte d’Appello federale mette finalmente fine ad una vicenda che aveva tenuto in ansia i tifosi, anche se già nel giudizio di primo grado era emersa in maniera chiara l’estraneità del Catanzaro alle ipotesi di accusa. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia sportiva, ed ora potremo guardare con maggiore serenità al futuro di una società che pone la serietà, la correttezza e il rispetto delle regole in cima alla propria scala di valori, nella consapevolezza che solo una gestione autorevole e affidabile può perseguire progetti sportivi solidi e ambiziosi”.Il presidente Noto ha quindi rivolto il proprio ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto ai difensori del Catanzaro, gli avvocati Giancarlo Pittelli e Nicola Cantafora, e agli altri legali che hanno collaborato alla difesa nel corso del procedimento, gli avvocati Sabrina Rondinelli ed Edoardo Chiacchio.