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Crollo Catanzaro: la Sicula Leonzio sbanca il “Ceravolo”

Sport Calcio
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CATANZARO - Era stato annunciato come il match del riscatto, dopo la sconfitta subita sette giorni fa a Lecce, ed invece la partita contro la Sicula Leonzio si è trasformata per il Catanzaro in una autentica disfatta: le Aquile subiscono una umiliante sconfitta interna per 3 a 0, contro un avversario non trascendentale, ma bravo a sfruttare l’inconsistenza e l’impalpabilità mostrata in maniera imbarazzante dai padroni di casa.

Nessuna giustificazione per il Catanzaro, uscito dal campo tra i fischi assordanti dei tifosi, soprattutto quelli della Curva “Massino Capraro”.

La squadra è apparsa abulica, senza gioco, senza la giusta carica agonistica utile a centrare la vittoria. Errori tattici e di scelta dei giocatori  da parte del tecnico Davide Dionigi, fischiatissimo e contestato dal settore dei “Distinti”.

Sin dalle prime battute iniziali della partita, è apparso evidente il disagio del Catanzaro, incapace di mettere in difficoltà la formazione siciliana.

L’unica azione pericolosa, del primo tempo, porta la firma di Letizia, il quale al 15° impegna Narciso con un tiro da dentro l’aria. Poi al 42° un cross di Sepe si trasforma, a causa del vento, in un tiro, con la palla che sbatte all’incrocio dei pali e ritorna in campo.

Due episodi isolati, tant’è che il secondo tempo vede subito la Sicula Leonzio più attiva e baldanzosa, capace di prendere in mano le redini del gioco.

Nordi si supera al 7° su un colpo di testa ravvicinato di Camilleri ed al 12° su un tiro dalla distanza dell’ex giallorosso Squillace.

Il Catanzaro sbuffa, anche se Falcone, al 16°, fallisce sotto porta una buona occasione creata da un cross di Infantino.

Da questo momento in poi, la Sicula domina il campo. Il goal è nell’aria ed arriva al 28°: il nuovo entrato Marano è lesto ad insaccare in rete un difettoso disimpegno difensivo di Zanini.

Quattro minuti dopo Marin commette un fallo di mani dentro l’area: Arcidiacono trasforma dal dischetto.

La compagine giallorossa è alle corde e presta al fianco ai contropiedi avversari e così Foggia, al 42°, timbra, di testa, la terza rete.

Dopo quattro minuti di recupero, cala il sipario al “Nicola Ceravolo”, avvolto dai fischi e dalla rabbia dei tifosi giallorossi. Una sconfitta che preoccupa e non poco per come è maturata e che richiede una profonda analisi e riflessione, in vista dei successivi incontri in cui il Catanzaro non può permettersi assolutamente di perdere altra strada in vista del raggiungimento della salvezza.

Intanto, però, martedì c’è un’altra partita da affrontare: è in agenda, infatti, la sentenza d’Appello sulla inchiesta Money Gate. L’augurio è che questa grottesca storia possa finalmente chiudersi con la conferma dell’assoluzione in primo grado, sentenziata dal Tribunale Federale Nazionale lo scorso 15 dicembre.

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