Catanzaro-arbitri, una stagione da dimenticare

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CATANZARO – Non è stata sicuramente una stagione fortunata per quanto riguarda il binomio Catanzaro-arbitri. Numerose le situazioni borderline che i direttori di gara hanno valutato contrarie ai colori giallorossi a cui si aggiungono alcuni episodi oggettivi favorevoli

alle aquile che invece hanno avuto un risvolto negativo perché giudicati in modo negativo dalle terne arbitrali. In quello che può essere un excursus del campionato di Serie C Girone C 2018/2019 dell’US la mente della piazza giallorossa non può che tornare però alla fine, a quel minuto 87 di Catanzaro-Feralpisalò. La sfera respinta da un Figliomeni stoico per le condizioni in cui si trovava, sta per finire in angolo, quando Celiento la getta in fallo laterale. Le immagini sembrano confermare che il difensore ha colpito la palla prima che varcasse totalmente la linea. Per il direttore di gara, il signor Amabile ed il suo guardalinee non è così. Senza dubbio hanno concesso il corner da cui è nato il 2-2 di Legati che, di fatto, ha condannato le aquile all’eliminazione anticipata dai playoff ed addio sogni di Serie B. Il signor Amabile ha, però, condotto l’intera gara adottando due pesi e due misure. E questo rientra in quelle situazioni oggettive di cui si scriveva prima. Resta quasi assurdo pensare che l’airone Caracciolo ha passato più tempo a terra a lamentarsi degli scontri di gioco o che De Lucia impiegasse 15 secondi ogni rinvio ed il direttore di gara ha permesso tutto ciò senza redarguire alcuno dei calciatori in questione ed invece andare subito a richiamare Furlan prima di un rinvio sul 2-1 o che ammonisse Kanoute perché si era allontanato nel momento della sostituzione, visto che lo stesso comportamento era stato attuato proprio da Caracciolo. Dietro la lavagna anche il guardalinee Palermo che nel primo tempo non ha segnalato l’offside di tre giocatori della Feralpisalò, nel gol che ha decretato lo 0-1 di Pesce. Almeno uno di questi calciatori si trovava nella direzione della sfera disturbando la visuale di Furlan. Questi sono solo gli ultimi episodi di una stagione in cui gli arbitri hanno sbagliato veramente tanto. 

Non si può non iniziare dal 16 ottobre. Settima giornata di campionato, al “Ceravolo” arriva la Juve Stabia. Partita cominciata da una manciata di secondi. Statella crossa dalla destra, la sfera urta al braccio – staccato dal corpo – di Allievi in area di rigore. Per il signor Zufferli di Udine si può proseguire non essendoci gli estremi per un penalty solare. Quella gara la vinceranno gli ospiti per 0-3 dilagando nella ripresa, con la rete che sblocca il risultato nato da una punizione inesistente per le vespe. Due settimane dopo, sempre al “Ceravolo” si sta giocando Catanzaro-Bisceglie. Il punteggio è sull’1-1 con Figliomeni che (ad inizio ripresa) aveva pareggiato il gol dei neroazzurri del primo tempo. 90’, punizione dalla sinistra per le aquile. Cross di Giannone, Celiento impatta di testa e la sfera urta sulla traversa ed entra in porta. Gol – probabilmente  della vittoria - annullato per fuorigioco (quantomeno dubbio). Quattro giorni dopo al “Massimino” di Catania, al 25’ sul risultato di 0-1 per il Catanzaro, altra punizione dalla sinistra, Celiento viene strattonato e travolto in area di rigore. Neanche in questo caso il direttore di gara fischia il penalty. Incontro che poi vincerà l’US per 0-2 con i gol di Kanoute e la perla di Giannone. Il 28 novembre nel recupero del derby con la Reggina viene annullato l’1-0 del Catanzaro per fuorigioco durante un’azione di contropiede orchestrata da D’Ursi, Ciccone e Kanoute. Il fuorigioco di Ciccone non sembra esserci.  I giallorossi vinceranno con la rete di Infantino all’81’.

Il 2 dicembre al “Ceravolo” in Catanzaro-Cavese, sullo 0-1, poco prima del pari di Kanoute, c’è un fallo di mano in area di rigore non sanzionato con la massima punizione. Il 26 dicembre, nel giorno di Santo Stefano, il Catanzaro sta pareggiando 1-1 a Trapani, durante una partita stranissima per effetto dei rigori falliti da Evacuo e Kanoute. Angolo per gli ospiti, al 74’, testa di Pagliarulo, Furlan respinge, la sfera si impenna e dopo una mischia viene respinta sulla linea, con fallo sul portiere del Catanzaro, tra l’altro. L’arbitro concede il gol ai siciliani fra le proteste generali dei giallorossi. 3 febbraio, Reggina e Catanzaro sono sullo 0-4 alla fine del primo. Il signor Amabile (rieccolo), nella ripresa cambia totalmente metro di giudizio. Il gol di Bellomo dell’1-4 , per citare un episodio, nasce da uno scontro con Signorini colpito alla testa. Da regolamento bisogna stoppare immediatamente il gioco. Nella circostanza non fischia il fallo e gli amaranto si dirigono a segnare. Il 10 marzo in Catanzaro-Catania sull’1-2 ci sono almeno due episodi dubbi in area etnea non sanzionati con il penalty. 31 marzo, Cavese-Catanzaro. Il rigore dello 0-1 fischiato da Amabile (sempre lui) è commesso da Silvestri da ultimo uomo in chiara occasione da rete visto che l’attaccante sta per battere a rete. Il difensore dei campani viene solo ammonito. Questi sono probabilmente alcuni degli episodi (una lunga lista) valutati in maniera non adeguata dalle terne arbitrali in questa stagione giallorossa che devono far riflettere.

Dopo il playoff con la Feralpisalò, per noi di OggiSud è voluto intervenire anche il padre spirituale del Catanzaro, don Lino Tiriolo. Queste le sue parole: "Ampia solidarietà al Catanzaro ed al presidente Noto. Bisogna restare uniti. Contro la Feralpisalò è stato compiuto un autentico furto. Un arbitro che ha infranto i sogni dei tifosi giallorossi. Una direzione di gara scandalosa sotto gli occhi di tutti. Le immagini televisive parlano chiaro. Non si può giocare con i sentimenti della tifoseria giallorossa. Non solo l’arbitro, ma tutta la terna ed il quarto uomo sono stati inefficienti. Bisogna continuare a stare vicini alla società, sicuri che il presidente Noto costruirà una squadra forte capace di vincere il prossimo campionato”.