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Tonno Callipo Calabria Volley: quella prima volta in Serie A1

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Una prima volta è sempre memorabile. Così, l’intera Calabria non può non ricordare le emozioni che la Tonno Callipo regalò con il suo ingresso in Serie A1. Il grande e ambito salto di qualità avvenne nella stagione 2003-2004: la squadra conquistò un posto nella massima serie della pallavolo italiana. Fu la prima ed unica squadra calabrese di volley ad essere riuscita a compiere l’impresa.

Un traguardo tagliato dopo un’annata sorprendente, e vissuta con la stessa intensità sia dal pubblico che da coloro che vestivano la casacca giallorossa. Tutti remavano nella stessa direzione con l’ambizione di far iscrivere la squadra al massimo torneo nazionale professionistico. Ad influenzare positivamente l’ambiente della Tonno Callipo per tutto il primo campionato di A2 fu l’onda emotiva generata dalla vittoria della Coppa Italia. Era il 13 aprile 2003: al torneo parteciparono 8 squadre di club e la vittoria finale andò per la prima volta al sodalizio calabrese.
Senza nessun tipo di tentennamento la società presieduta da Pippo Callipo fissò il suo obiettivo: ad inizio della stagione fu ferma la decisione della società di mettere in piedi una squadra competitiva in modo da poter puntare ad un gradino più alto. Venne difatti allestita una formazione in grado di farsi valere difronte ad ogni avversario.
Nel gruppo spiccava la presenza di giocatori come Michele De Giorgi (che l’anno prima aveva ottenuto la promozione con la maglia del Piacenza), e che veniva considerato uno dei palleggiatori (nonostante l’età) più ricercati ed esperti sul mercato. E ancora come Giacomo Tomasello, uno degli elementi riconfermati e che dava seguito ai miglior risultati del passato.
Quello di Tomasello è uno dei nomi su cui bisogna soffermarsi. E’ lui l’atleta che ha risolto i momenti determinanti delle promozioni più importanti della Tonno Callipo: prima dalla B1 all’A2 chiudendo il Play Off di Gara 3 a Taviano con un muro; poi, dall’A2 all’A1 permettendo di vincere i Play Off di promozione quando durante Gara 3 in casa contro Bolzano concluse l’azione degli avversari con un muro. In entrambe le occasioni ha “murato” i giocatori più forti che ci avevano dato fastidio nelle due finali.
Come ogni storia sportiva insegna - diventando preziosa metafora di vita – quasi mai ai grandi successi si giunge percorrendo una strada priva di ostacoli. Risolutivi sono la tenacia e l’impegno con cui si lotta anche per superare le difficoltà. E in quel caso fu proprio così: non da subito tutto filò liscio.
Nei primi tempi l’andamento della squadra fu un po’ altalenante. Qualcosa non sembrava quadrare. La paura nelle retrovie societarie era che nonostante l’organico fosse molto forte non riuscisse a tagliare il traguardo della promozione in A1.
Si optò per il cambio in panchina. A Claudio Torchia subentrò Daniele Ricci, uno dei più grandi mister della pallavolo italiana, uno scopritore di talenti. Uno che ha allenato giocatori di fama mondiale come Timmons che si era fatto ammirare per le sue prestazioni con la Messaggero Ravenna del presidente Gardini quando questa dominava la scena nazionale e internazionale. Allettato dal programma e da una squadra forte arrivò con determinazione a Vibo. Con lui la Tonno Callipo fece una grande cavalcata e arrivò a giocarsi i Play Off contro Bolzano. Si giocarono tre gare. La prima in casa vinta 3-0, la seconda persa a Bolzano al tie-break, e infine gara 3 nello straripante palazzetto di Vibo Valentia. Si respirava un’aria straordinaria. Ad attendere fuori dai cancelli c’era tantissima gente già dal pomeriggio. Ad inizio partita il palazzetto era stracolmo. C’erano molte più persone di quelle che la struttura poteva contenere.
Per la cronaca la Tonno Callipo risultò sotto per i primi due set (2-1; 2-2), e si giocò tutto al tie- break. Tra la fine del quarto set e inizio del quinto mister Ricci fece qualcosa che raramente si vede nel mondo della pallavolo: radunò negli spogliatoi tutta la squadra per parlare faccia a faccia con i suoi ragazzi. La gara si chiuse con un muro di Giacomo Tomasello su Marcelo Negrao, l’opposto di Bolzano, uno dei migliori atleti al mondo.
Fu il momento di aprire i festeggiamenti: l’abbraccio tra il pubblico e la squadra sul campo da gioco è una delle pagine di storia più bella scritta dalla Tonno Callipo.
Da quel momento si lavorò per tirare su una squadra degna di competere in A1. Venne confermato mister Ricci e si puntò ad un roster composto da giovani atleti ed elementi più esperti. Ci fu l’ingresso di giocatori come Simone Rosalba, che ha fatto parte della famosa “generazione dei fenomeni”; il palleggiatore Daniele Sottile (che oggi milita tra le fila di Latina). Poi Andrea Sala nel ruolo di centrale, Renato Felizardo che è diventato uno dei beniamini del pubblico, l’opposto Christian Pampel che proveniva dall’A2, e lo schiacciatore statunitense William Priddy.
Ai nastri di partenza la Tonno Callipo veniva data come una squadra destinata a retrocedere.
Tutti dovettero ricredersi!
Nella partita di esordio a Macerata incassò una cocente sconfitta però la squadra dimostrò di poter dare fastidio a chiunque. Le partite casalinghe si giocarono a Catanzaro (il PalaValentia era interessato dai lavori di ristrutturazione). Il PalaCorvo del Capoluogo di regione ospitò le partite più belle come quelle contro Trento e Treviso, sempre affollato da sostenitori che provenivano da tutta la Calabria. La partita della svolta si giocò contro Gioia del Colle e fu vinta (3-0) dai giallorossi. Da allora si iniziò a fare buoni risultati. Conquista i play-off scudetto ma viene eliminata al primo turno dalla corazzata Lube Macerata. Dunque, il primo anno in A1 della Tonno Callipo si concluse con l’ottavo posto in classifica: mai una neopromossa era riuscita a ottenere questo piazzamento. Un ottavo posto che diede accesso ai Play Off per lo scudetto.
Nella cronistoria della prima annata in A1 non può non avere rilievo l’imprevedibile escalation nella Coppa Italia: accede alla final eight, conquistando contro la Sisley Treviso un prestigioso secondo posto.
Una storia che racconta di un grande sogno che è stato realizzato per merito degli sforzi e del lavoro compiuti in maniera congiunta dai dirigenti della società, dagli atleti e anche dalla tifoseria. Un racconto avvincente scritto a più mani e che oltre a consegnare alla memoria i nomi dei protagonisti e l’elenco dei successi sportivi ottenuti, diventa una lezione per tutti: non bisogna mai arrendersi difronte alle difficoltà. Il cammino della Tonno Callipo Calabria Volley insegna che, come nella vita, allo stesso modo le più grandi imprese agonistiche hanno bisogno di essere alimentate dalla passione, dalla dedizione, dalla convinzione e dal sacrificio. Non a caso il motto del sodalizio giallorosso continua ad essere ancora oggi, a distanza di 26 anni dalla sua nascita, sempre questo: sogna, lotta e resisti.