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Regionali, M5S: spunta il nome di Orrico. Il sottosegretario potrebbe essere la carta segreta per la presidenza della Regione

Politica Calabria
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Se l’Umbria “stappa” la partita, fischia lo start e tira i dadi sul tavolo la Calabria, fin qui solo merce di scambio tra partiti e area di transito poco ambita, è ora invece una specie di linea del Piave. A Perugia Pd e Cinquestelle a fine mese devono vincere o perdere di poco perchè sia amore ovunque, tant’è che forse scenderà Conte in campagna elettorale.

E se va bene o poco male via in Calabria ed Emilia a corsa congiunta, i “tavoli” sono pronti e in settimana lavoreranno col sistema “dell’evidenza pubblica”. Dopo di che la cifra di passione di Zingaretti per la Calabria è presto sintetizzata, caro Di Maio fai tu il nome per Catanzaro che a noi interessa farlo in Emilia. Già, e qui casca l’asino. Hai detto niente “mischia e dà le carte Cinquestelle” in Calabria (ieri Di Maio ha confermato solo governi civici in caso di vittoria). Perchè l’universo Cinquestelle di Calabria è spaccato. Letteralmente dilaniato. Chi ambiva ad entrare nel governo alza il tiro e i decibel contro l’accordo in Calabria, Morra e Nesci su tutti. Con quest’ultima che propone (e non ritira, fin qui) la sua autocandidatura per la presidenza. Ipotesi che ha irrirato e non poco Di Maio. Ma il problema resta perchè il Movimento è spaccato. A Zingaretti interessa l’Emilia e passa la mano ma per Di Maio non è semplice sbrogliare la matassa. Due strade, una evolutiva e una solo tattica, interna. Alla pari se la giocano i “civici” Gualtieri e Callipo, con il primo, l’ex prefetto, che risulterebbe più a metà tra Pd e Cinquestelle mentre il secondo vivrebbe di sola nomination grillina. CONTINUA LA LETTURA SULLA FONTE UFFICIALE PARTNER: ilfattodicalabria.it