Transparent
19
Mar, Nov

Bausone: PD di Catanzaro come la bella addormentata nel bosco

Politica Calabria
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

CATANZARO - Tutta la magia di una fiaba trasmigrata in politica. Basta l’avvicinarsi delle elezioni regionali e il PD di Catanzaro si sveglia, a comando, dal sonno profondo in cui, per convenienza e per diktat extraprovinciali, era stato rilegato.

La faccio più semplice del solito, perchè lo è: il segretario Gianluca Cuda ha sostenuto una mozione al congresso nazionale del PD differente da quella di Mario Oliverio e non è a favore della sua ri-candidatura e, siccome, il PD rimane un giocattolo in mano a pochi oligarchi, l’impostazione dell’ex Sindaco di Pianopoli, non essendo autorizzata, va cancellata dallo scenario.

Come? Mettendo in campo tutta l’ipocrisia alla Michele Drosi che pochi altri posseggono. Già, perchè da un anno e mezzo denuncio le balle spaziali di un segretario provinciale eletto (nominato) con tessere false perchè aveva il benestare di questo notabilato partitico in decadenza che oggi si riesuma per mandarlo a casa.

La risposta alle mie critiche è sempre stata l’omertà e qualche alzata di spalluccia, mai un confronto politico serio perchè nel PD di Catanzaro, è chiaro, non c’è alcuna agibilità politica.

Ho sempre denunciato il vuoto politico (“Pd come una scatola vuota”) e la mancata costituzione di una segreteria provinciale, la commissione provinciale di garanzia gestita in modo clownesco e un’assemblea provinciale (unico organo che può sfiduciare il segretario) dalla composizione oscura e mai convocata seriamente.

Ma, si badi, la convocazione dell’assemblea spetta al Presidente del Partito, cioè a Michele Drosi e non a Gianluca Cuda.

Ecco perchè quest’ultimo è la punta dell’icebearg della risibile situazione di stallo a cui si è arrivati perchè personaggi eterodiretti attendevano inermi sms da qualche alto piano della cittadella.

Tra le varie firme di “rivolta” contro Cuda spunta anche quella di Angela Robbe, che in teoria dovrebbe svolgere il suo ruolo di assessora di una (costosa) giunta tecnica e non entrare nelle beghe e nel farwest di Partito, ma oramai è un tana libera tutti e i roboanti comunicati e le dichiarazioni del passato non fanno più testo perchè la credibilità in epoca preelettorale è un lusso che cede il passo al sogno delle fiabe che i più ci vorranno raccontare.