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Irregolarità all’Enci? Interrogazione del deputato calabrese M5Stelle Massimo Misiti

Politica Calabria
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Cosa sta succedendo all’Enci, Ente nazionale cinofilia italiana, l’associazione senza fini di lucro delegata dallo Stato alla tenuta dei libri genealogici e che emette i certificati di origine degli animali, con valore di atti pubblici?

La domanda se l’è posta il deputato calabrese del Movimento 5Stelle Massimo Misiti che, in un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Agricoltura e della Salute, ella gestione dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci), paventa una serie di irregolarità nella gestione dell’ente che, domani, 25 aprile, rinnoverà le cariche. Il parlamentare, nella sua interrogazione, scrive di “numerose segnalazioni in tema di certificazioni provenienti da diversi cinofili che non hanno ricevuto risposta”, e riferisce anche di “criticità in relazione ai controlli sul comportamento deontologico dei giudici/esperti che si occupano della valutazione delle razze utilizzate come cani guida per non vedenti o cani da soccorso o nelle terapie assistite da animali da compagnia (Pet Therapy), con conseguente rischio per la salute e l’incolumità di bambini, anziani e persone con disabilità”. Misiti fa anche riferimento a “denunce inviate a strutture pubbliche e a procure per false dichiarazioni sulla genealogia di cucciolate ed episodi di corruzione di esperti giudici per favorire certificazioni immeritate”, sottolineando che l’Enci non avrebbe mai ritirato i certificati alterati. Il deputato calabrese interroga i ministri anche sui rapporti tra Enci e la società Skorpio srl che risulta proprietaria del palazzo sede dell’ente, in via Corsica a Milano, prima messa in liquidazione, poi trasformata in Enci Servizi: “Oggi l’Enci si trova a pagare 200mila euro l’anno per la locazione dell’immobile che ospita la propria sede, acquistato a suo tempo per oltre 6 miliardi di lire”. Misiti chiede al ministro dell’agricoltura il commissariamento dell’Enci oppure “in alternativa, di disporre l’immediato ritiro dei libri genealogici, dei registri anagrafici e della delega per il rilascio dei certificati di origine”.