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Dom, Set

Al Marca l'esposizione delle opere di Ghezzi Lattanzio e Martinez

Cultura e Spettacoli
Grafica

CATANZARO - Tornano le Residenze d’artista della Fondazione Rocco Guglielmo rivolte ad artisti italiani e stranieri, inserite nel progetto Glocal,

e che avranno luogo nella splendida cornice del Parco della Biodiversità Mediterranea che con i suoi colori, i suoi suoni, i suoi profumi e la natura diventa il luogo perfetto per accogliere e stimolare il processo creativo. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Catanzaro, il Marca - Museo delle Arti di Catanzaro, Caravan SetUp di Bologna e Whitout Frontiers – Lunetta a Colori di Mantova.

L’esito della residenza sarà presentato al pubblico il 12 settembre alle 18.30 al Marca: le opere degli artisti, in dialogo con la collezione permanente del Museo, saranno visibili sino a gennaio 2019, quando saranno esposte, durante il weekend dell’arte bolognese, nello stand della Fondazione Guglielmo nell’ambito della fiera indipendente della città, organizzata da Caravan SetUp. Quattro gli artisti coinvolti nell’edizione del 2019, selezionati da Rocco Guglielmo, Simona Caramia, Simona Gavioli.

Da settembre Roberto Ghezzi, Florentia Martinez e Micaela Lattanzio sono a lavoro, nella realizzazione di opere che raccontano la città con le sue specificità geografiche, urbane, naturalistiche e umane. E così Martinez ha dato avvio a un lavoro relazionale, che recupera la pratica della scrittura, proponendo un dialogo con sé stessi, silenzioso, ma potente, poiché ognuno è invitato a scrivere una o più lettere per raccontare i propri stati d’animo, i propri pensieri, i propri desideri sul futuro.

Ogni lettera è custodita in un sacchetto di tessuto, cucito con un filo rosso, sospeso, ma sostenuto da una catena di “polmoncini” - così li definisce l’artista - che partendo dal soffitto giunge a terra, in un moto ascensionale, lento ed etereo. Lattanzio ha realizzato una mappatura cromatica della città di Catanzaro, con al centro il tessuto urbano con i suoi toni caratteristici, come il grigio dell’asfalto e gli amaranto delle abitazioni, che via via cedono il passo al verde della campagna, per arrivare al blu del mare. Utilizzando una tecnica affine a quella di un mosaico contemporaneo, l’artista accosta tessere circolari, di diametri differenti, che collocate alla stessa altezza e seguendo lo schema di Fibonacci a spirale, restituiscono la visione del capoluogo, diviso in frammenti, ma al contempo in una veduta satellitare totale, che spazia dal centro alla periferia, dalla montagna al lido. La natura è coprotagonista della ricerca di Ghezzi, che ha installato nelle acque del fiume Corace delle tele bianche. Impressionate dagli agenti atmosferici, dai depositi delle acque e della terra, dalla luce del sole, le superfici delle tele hanno reagito agli impulsi esterni, tali che le opere sono diventate dei micro mondi, in continua evoluzione. Il risultato è una rappresentazione sintetica della realtà: una realtà in cui la sola linea d’orizzonte è sufficiente per raccontare un mondo intero.