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Bullismo a Ferrara, bimbo ebreo aggredito da coetanei

Cronaca Italia
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FERRARA - "Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni". Sarebbe questa la frase "choc" che alcuni ragazzini di una scuola media di Ferrara avrebbero rivolto a un compagno prendendolo per il collo negli spogliatoi della palestra. A riportare l'episodio è stato il Resto del Carlino con la testimonianza della rappresentante di classe e madre di una alunna della scuola, anche lei di origine ebraica e nipote di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, e della dirigente scolastica.

Gli atti di bullismo a sfondo antisemita, secondo quanto riferito dalla rappresentante di classe che ha parlato con la madre della giovane vittima, si sarebbero protratti da qualche tempo. "Prima dell'aggressione però - sottolinea - il tutto era circostanziato a offese verbali". Dell'episodio, che avviene tra l'altro nella città che ospita il Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah, è stata informata la dirigente scolastica dell'istituto che questa mattina aveva in programma un incontro con la mamma del bambino offeso. "Sicuramente prenderò i provvedimenti più consoni al caso", ha detto la dirigente al Carlino. "Il bambino che ha commesso questo spiacevole gesto nei confronti del compagno di religione ebraica - prosegue - ha già avuto modo di scusarsi con la professoressa, con tanto di pianto, promettendo che queste cose non si ripeteranno mai più".

Sul caso una relazione scritta è stata inviata all'ufficio scolastico territoriale. Intervenuto anche il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti: "La scuola è e deve essere luogo di solidarietà, di inclusione, di accoglienza, di condivisione, di pace. Non sono tollerabili atti di antisemitismo e di razzismo. Per questo, ho attivato subito il nostro Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna chiedendo di approfondire il caso emerso nella scuola di Ferrara e di fornire ogni supporto necessario affinché non si ripeta nulla di simile in futuro", ha scritto su Facebook.

Una frase "grave" anche se chi l'ha pronunciata, un ragazzino delle medie, "probabilmente non se ne è nemmeno reso conto". Così il rabbino capo di Ferrara Luciano Meir Caro commenta gli atti di bullismo a sfondo antisemita e annuncia che "nei prossimi giorni" si recherà nell'istituto per "raccontare ai ragazzini cosa è stata la Shoah". Il caso "forse è stato un po' amplificato, in buona fede", aggiunge il rabbino capo, perché la vicenda "è già rientrata, e circoscritta". "Collocherei l'episodio in un ambito di ignoranza di due bambini che litigano", ha proseguito Meir Caro, "senza un retro-terreno" antisemita. Insulti comunque "gravi" sottolinea, perché "riflettono" quello che i più piccoli "respirano negli stadi, nei manifesti per strada, e non si rendono conto della gravità" di certe affermazioni.