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Spari contro pizzerie e richieste estorsive, fermati i tre figli del boss Amato a Reggio Emilia

Cronaca Italia
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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

REGGIO EMILIA – Sono i figli di Francesco Amato, il boss condannato a più di 19 anni di carcere nel maxi processo “Aemilia” contro la ‘ndrangheta del nord Italia, i tre fermati di ieri mattina a Reggio Emilia. Mario, Cosimo e Michele Amato sono ritenuti responsabili dell’escalation di violenza delle ultime due settimana nel capoluogo padano, degli incendi e delle minacce perpetrate nei confronti di alcune pizzerie della zona. 

Spari nella notte e i bigliettini di minacce le prime avvisaglie per i gestori delle due attività commerciali della zona, a cui sono seguiti un locale incendiato, tre auto e un furgone bruciati.

La famiglia di Amato viene considerata dagli inquirenti un braccio operativo della ‘ndrangheta. L’arresto è avvenuto ieri mattina su disposizione del procuratore Isabella Chiesi che sta coordinando le indagini condotte da polizia e carabinieri. E’ stata perquisita anche la loro casa di via Rinaldi, a Cavazzoli, dato che gli inquirenti stanno cercando la pistola che ha sparato, che sarebbe la stessa, e la macchina da scrivere che ha scritto i bigliettini con le richieste estorsive di mille euro al mese.

Domani ci dovrebbe essere l’udienza di convalida per i tre giovani - tutti under 30 - figli dell’uomo accusato di essere uno degli organizzatori della cosca di ‘ndrangheta attiva a Reggio Emilia.

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