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La testa in Calabria, gli affari in Lombardia

Cronaca Calabria
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Il traffico di rifiuti scoperto dalla Dda di Milano. Le decisioni a Platì, l'uomo forte di Siderno, la "pattumiera" a Lamezia e 《le zone grigie conniventi》 - “Esiste una zona grigia di imprenditori e professionisti conniventi” nel traffico di rifiuti scoperto dai carabinieri forestali con il coordinamento della Dda milanese e il supporto della procura di Lamezia Terme:

dal proprietario della ex Snia di Varedo (Monza e Brianza) che sapeva che la sua area sarebbe stata affittata per smaltire illecitamente spazzatura, alla consulente ambientale iscritta all’Albo della Lombardia, Sara Costenaro, che aiutava i criminali a smaltire illecitamente, in cambio di una “rendita, che avrebbe garantito la sussistenza per sé e per suo figlio nel caso in cui fosse andata in carcere”.     E’ quanto emerge dalle carte dell’indagine che questa mattina ha portato ad 11 arresti nel Milanese per un traffico che partiva da Napoli, passava per la Lombardia e finiva in Calabria, al centro del quale c’è l’ombra della ‘ndrangheta. Associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito, ma anche intestazione fittizia di società e falso, le accuse contestate agli 11 oggi in manette.  Per il solo incendio di Corteolona, nel Pavese, da cui è partita l’indagine dopo un sequestro della polizia locale, tra il mandante del rogo e Angelo Romanelli, considerato il ‘dominus’ dell’associazione a delinquere, gli inquirenti hanno accertato oltre 700 contatti, con telefonate che avvenivano anche 2 o 3 volte al giorno: si tratta dunque di prestanome e imprenditori che hanno un legame strettissimo con i principali attori del crimine. Figure di mezzo che però il capo della Dda milanese, Alessandra Dolci, ha definito “perfettamente consapevoli” di quello che sarebbe avvenuto alle tonnellate di spazzatura stoccata. In questo novero anche le banche compiacenti, soprattutto in Calabria, dove le società facevano transitare enormi capitali, che poi prelevavano con semplici carte prepagate aggirando le norme anti riciclaggio: oltre 780mila euro i beni e i conti sequestrati in questa operazione. CONTINUA LA LETTURA SULLA FONTE UFFICIALE PARTNER. ilfattodicalabria.it