Calabria turismo 2018: Cosenza la provincia più gettonata, assente l'organizzazione strategica

Attualità Calabria
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Nel 2017, nel complesso delle strutture ricettive regionali, rispetto all’anno precedente, gli arrivi hanno registrato un aumento complessivo del 12,3%. La provincia che occupa la posizione maggioritaria della domanda turistica regionale è quella di Cosenza. “Cosenza rimane sempre la più gettonata – afferma Vittorio Caminiti, presidente di Federalberghi - con strutture alberghiere più efficienti e organizzate. Eppure è la zona meno servita dal trasporto pubblico e la più lontana dall’aeroporto.

Consapevoli di questo, gli operatori turistici e i politici sono stati costretti a fare sforzi maggiori e si sono organizzati in consorzi, gruppi di imprese e con sistemi turistici locali. Danno risposte perché solo la coesione, l’organizzazione e la squadra portano il risultato. Fanno il pieno ogni anno. Il famoso detto che “la fame aguzza l’ingegno” ci calza perfettamente. Nel resto della Calabria, invece, ognuno “gioca” a curarsi il proprio orticello. Le attività culturali che ci sono su Cosenza non si trovano in altre province. Il cosentino si fa apprezzare con offerte più spendibili e variegate e non ci sono manifestazioni eguali nel resto delle province calabresi. Il territorio si fa forte delle proprie peculiarità e le trasforma in potenti attrattori. Penso al Festival del Peperoncino e ad altre manifestazioni importanti. Le altre province offrono il mare, la montagna, la gastronomia, ma non c’è qualcosa di forte. Reggio Calabria, per esempio, potrebbe avere una forte attrattiva col bergamotto, ma ci sono sporadiche iniziative. Il Bergafest è l’unica iniziativa che richiama personaggi di spessore scientifico culturale da tutta Italia, per testimoniare la validità del bergamotto. Anche le altre province non sono grandi attrattori, non coinvolgono personalità a livello nazionale e le città che hanno l’aeroporto sono le meno gettonate. Si pensi che Reggio Calabria ha il secondo porto turistico più importante d’Italia, eppure, ha fame di turisti ed è la città con il più alto numero di alberghi chiusi, grazie a una forma di finanziamento dissennata per i b&b. Nella provincia di Catanzaro son stati chiusi importanti villaggi turistici, finanziati con fondi comunitari, come il Valtur che ha un’organizzazione mondiale, vuol dire che il territorio offre ben poco".

La quota più consistente del movimento turistico è occupata dal Tirreno, seguono le località marine ioniche e infine le località montane, con una quota marginale. In sostanza il 91,4% di pernottamenti si registrano in una località marina. Nel 2017 sul Tirreno si sono raggiunti livelli di performance, per gli stranieri, mai raggiunte prima.

Il turismo internazionale - dice Caminiti - è concentrato nella zona di Vibo Valentia: Tropea, Ricadi, Capo Vaticano e raccoglie l’80% delle presenze turistiche straniere regionali, ma solo per una fascia ristretta che non supera mai il 10%”.

Attrae molto il Tirreno - continua Caminiti -  fino alla provincia di Vibo Valentia, ma lo Jonio non è da meno in alcune località, come Sellia Marina. Soverato, invece, ha un turismo debole, fatto dagli stessi catanzaresi che si spostano; mentre Crotone soffre e ha un turismo debolissimo.

Quanto alle problematiche, oltre al trasporto e alla viabilità, appare evidente la mancanza di organizzazione strategica generale.

"Il solito problema dei calabresi - evidenzia il presidente di Federalberghi - è che nessuno vuole fare squadra”.

Calabria turismo 2018: aumenti di presenze, ma servizi ancora carenti