Annullato trasferimento presidi, sei saranno costretti a lasciare la Calabria 

Attualità Calabria
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CATANZARO - Circa tremila studenti calabresi di diversi istituti della regione rimarranno da lunedì prossimo senza dirigenti scolastici in quanto la Sezione regionale di Controllo della Corte dei conti della Calabria, al contrario di quanto avvenuto nelle altre regioni italiane, non ha registrato i contratti di affidamento dell'incarico a sei presidi da quest'anno tornati a lavorare nella loro terra d'origine, dopo avere maturato esperienze fuori regione. 

Approfittando della mobilità interregionale, infatti, sei dirigenti (tutte donne) in servizio in Lombardia, Lazio, Basilicata e Emilia Romagna, avevano fatto regolare domanda per  rientrare in Calabria andando peraltro a coprire la quasi totalità dei posti disponibili, in tutto sette. E così, a settembre, avevano preso possesso delle sedi. A distanza di mesi, e giunti a metà dell'anno scolastico, invece, la doccia fredda della mancata registrazione dei contratti da parte della sezione calabrese della magistratura contabile. Risultato? Si deve fare ritorno, come prevedono le disposizioni, alle vecchie sedi con le sei titolari ignare, al momento, della loro futura destinazione.

"Dobbiamo andare - dice Anna Maria De Luca, una delle dirigenti scolastiche interessate al provvedimento, ex preside all'istituto comprensivo di Falerna - a sostituire qualcun altro che è stato regolarmente nominato, anche se al momento nessuno sa dove collocarci". Da Fagnano Castello a Longobucco e Trebisacce, nel cosentino, a Falerna, Chiaravalle Centrale e Badolato nel catanzarese, gli istituti e le realtà che si sono trovate coinvolte dal provvedimento hanno già messo in atto delle mobilitazioni. Si sono tenute manifestazioni di piazza con larga partecipazione popolare e raccolte di firme. In diversi casi, oltre ai diretti interessati, hanno aderito anche le amministrazioni comunali e perfino commercianti e professionisti. "Al momento, però -  aggiunge la preside De Luca - non potremo fare altro che proporre ricorso con il risultato che, se dovessimo avere ragione, le scuole, da una parte e dall'altra, saranno tra qualche tempo messe di nuovo sottosopra".