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Facebook ammette: aziende cinesi hanno avuto accesso a dati utenti

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SAN FRANCISCO (STATI UNITI) - Il colosso statunitense dei social network ha confermato la presenza dell'azienda cinese Huawei tra i produttori di smartphone che hanno avuto accesso ai dati dai propri utenti, suscitando la collera del Congresso statunitense che la considera il braccio armato tecnologico di Pechino. 

"Huawei è il terzo più grande produttore di dispositivi mobili in tutto il mondo e i suoi dispositivi sono utilizzati in tutto il mondo, compresi gli Stati UnitiFacebook, come altre aziende americane di tecnologia hanno collaborato con Huawei e con altri produttori cinesi, per integrare i propri servizi su questi telefoni", ha detto via email alla France presse, Francisco Varela, capo delle partnership mobili di Facebook, confermando quanto rivelato dal New York Times. Questo processo per rendere Facebook compatibile con gli smartphone Huawei, così come con quelli di altre aziende cinesi quali Lenovo, OPPO e TCL, "sono stati controllati fin dall'inizio", ha aggiunto Varela. "Tenuto conto dell'interesse del Congresso, vogliamo precisare che tutte le informazioni di questa integrazione con Huawei sono state memorizzate nel dispositivo e non nei server di Huawei", ha precisato Varela

"Le preoccupazioni riguardo a Huawei non sono nuove", ha commentato il senatore americano Mark Warner, vicepresidente della Commissione dell'Intelligence del Senato. "Che Facebook abbia consentito a produttori di dispositivi come Huawei e TLC di accedere alle sue interfacce suscita preoccupazioni legittime e non vedo l'ora di sapere di più su come Facebook abbia fatto in modo che le informazioni dei propri utenti non siano state inviate ai server cinesi", ha aggiunto in una nota. Due giorni fa, sempre il Nyt aveva rivelato che Facebook ha firmato accordi con vari costruttori di smartphone e di altri apparecchi elettronici per concedere loro accesso alle informazioni personali dei propri utenti, riferendo di partnership siglate con almeno 60 costruttori, tra cui Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung. Le rivelazioni sui contratti con i gruppi cinesi arrivano in un momento di forti tensioni commerciali tra Pechino e Washington e dopo lo scandalo che ha travolto Facebook per i suoi contatti con Cambridge Analytica, la società di consulenza e analisi di dati, ora fallita, che ha usato le informazioni di 87 milioni di utenti Facebook per fare pubblicità politiche mirate e aiutare Donald Trump a vincere le elezioni presidenziali americane del 2016.