Transparent
Cerca Icona Fb Botton Gif Radio

Calabria: cresce la percentuale di agriturismi

Attualità Calabria
Grafica

È in aumento la percentuale di agriturismi in Calabria. Secondo l’ultimo rilevamento annuale dell’ISTAT sull’offerta agrituristica in Italia, riferito al 2016, le aziende attive nel settore sono 605, a fronte delle 521 strutture del 2015 e le 461 del 2007, anno di inizio della rilevazione. Così in dieci anni l’aumento nella nostra regione è aumentato del 31,24%, mentre la crescita in un anno (2015-2016) è stata del 16,12%.

In Italia le strutture sono invece 22.661, con un incremento di 423 (+1,9%) rispetto al 2015. Crescono più dell’insieme le aziende che offrono osservazioni naturalistiche (+19%), degustazioni dei propri prodotti (+9%), passeggiate a cavallo e attività didattiche (+7%), escursioni (+6%), trekking (+5%), ed attività ricreative e culturali varie (+4%). E’ inferiore alla generalità delle aziende la crescita degli agriturismi che offrono alloggio (+1,8%) e ristorazione (+1%), ma è superiore alla media l’incremento dei posti letto (+3%), delle piazzole per campeggio (+7%) e dei posti tavola (+3%).

I PRINCIPALI SERVIZI DI ACCOGLIENZA

Offrono alloggio la totalità delle aziende agrituristiche dell’Umbria; seguono la Toscana (97%), la Calabria (93%), la Puglia (92%), la Sicilia (91%) e le Marche (90%). La più alta percentuale di aziende che offrono ristorazione si riscontra in Calabria (88%), Campania (86%), Molise (82%) e Sardegna (81%). L’offerta di una o più attività di animazione (culturali, didattiche, sportive, escursionistiche ecc.) è più frequente negli agriturismi di Sicilia (92%), Umbria (87%), Campania (85%), Calabria (82%).

Complessivamente, nel 2016, le aziende agrituristiche con alloggio sono l’82%, con ristorazione il 50%, con una o più attività di animazione il 52%. La più alta frequenza del servizio di alloggio si registra nelle Regioni del Centro (89%), mentre per ristorazione e attività di animazione prevalgono nettamente le Regioni di Sud e Isole (rispettivamente 80% e 67%).

Confrontando i dati del 2016 con i dati del 2007, si riscontra che le medie per area geografica relative all’alloggio presentano variazioni intorno al punto percentuale, mentre per ristorazione e attività di animazione le variazioni sono più sensibili: l’incidenza della ristorazione è diminuita al Nord (-2 punti %) e cresciuta al Centro (+3 punti %); quella delle attività di animazione è cresciuta notevolmente al Sud (+5 punti %) e, sia pure in misura più contenuta, al Nord (+3 punti %).

Tuttavia le medie sono il risultato di variazioni regionali di segno opposto, in alcuni casi molto sensibili: diminuiscono, ad esempio, di oltre 5 punti percentuali le aziende che offrono alloggio in Piemonte e Trentino Alto Adige, mentre aumentano, più o meno nella stessa misura, in Liguria e Veneto; al Sud, cresce sensibilmente la frequenza dell’alloggio in Sardegna (+5 punti %) e in Campania (+4 punti %), mentre diminuisce nettamente in Puglia (-7 punti %) e, in misura più contenuta, in Basilicata e Calabria.+

Variazioni di segno opposto anche più rilevanti riguardano le aziende che offrono ristorazione, come in Sicilia (-13 punti %) o in Basilicata (+23 punti %), Abruzzo e Valle d’Aosta (+14 punti %). La frequenza delle attività di animazione cresce particolarmente in Liguria (+27 punti %) e Campania (+24 punti %), mentre decresce fortemente in Sardegna (-15 punti %) ed Emilia Romagna (-13 punti %).

Nel 2016 il numero di aziende agrituristiche cresce del 1,9%, meno che nell’anno precedente (in cui si è registrato un +2,3%), meno della media del quinquennio 2012-2016 (+2,1%) e soprattutto meno della media del quinquennio 2007-2011 (+4%).

Il rallentamento del ritmo di crescita è dovuto, non tanto alla diminuzione delle nuove aziende autorizzate (che anzi nel quinquennio 2012-2016 sono aumentate del 7% rispetto al quinquennio precedente), quanto al forte incremento delle aziende agrituristiche che hanno cessato l’attività (+55% nell’ultimo quinquennio rispetto al precedente).

Gli agriturismi sono soprattutto presenti in collina (52%) e montagna (32%); nel decennio 2007-2016 tende a crescere l’incidenza degli agriturismi in collina (+1 punto %) e in pianura (+2 punti %). L’attività agrituristica è condotta da donne nel 36% delle aziende, una quota sensibilmente superiore a quella che si riscontra nell’insieme delle imprese agricole (29%), in leggera crescita (+1 punto %) rispetto al 2007. Le aree geografiche presentano forti divari della conduzione da parte delle donne: nelle Regioni del Sud, gli agriturismi “al femminile” sono il 45%, in quelle del Nord-Est il 24%.

Le Regioni dove si riscontra il maggior numero di agriturismi sono Toscana (4.518) e Trentino Alto Adige (3.581). La maggior concentrazione di offerta di agriturismo è localizzata nella Provincia autonoma di Bolzano con 3.150 aziende.

La Regione che, rispetto al 2007, segna nel 2016 il maggior incremento di aziende è la Puglia (+185%), seguita dalla Sicilia (+80%). Per frequenza dei principali servizi di accoglienza, sono ai primi posti: l’Umbria per l’alloggio (100% delle aziende), la Calabria per la ristorazione (88%), la Sicilia per le attività di animazione (92%).