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Catanzaro, la Metropolitana di superficie e il suo sistema viario

Attualità Calabria
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CATANZARO - Il sistema metropolitano è articolato in interventi su rotaia e viari, questi ultimi sono finalizzati a un avvicinamento dei quartieri alle fermate della metropolitana. “Nel nuovo progetto – spiega l’ing Domenico Angotti a OggiSud - sono previsti interventi in prossimità dell’attuale rotatoria di via Molè dove, grazie alla creazione di un sottopassaggio, che termina su viale Cassiodoro, si collega questa zona con la fermata di Dulcino.

Qui verrà eliminato il passaggio a livello e si consentirà di dare facile avvicinamento a due zone residenziali: via Molè e Campagnella. Un altro intervento sarà su Santa Maria dove, al posto dell’attuale sedime ferroviario delle Ferrovie della Calabria, verrà realizzata una nuova strada che consentirà di attraversare interamente il quartiere (in senso nord-sud), da via dei Conti Falluc fino alla nuova rotatoria SS106”.

Gli altri interventi viari sono previsti nel quartiere Pistoia dove si eliminerà il passaggio a livello, attraverso un sottopasso; al Corvo, dove si creerà un sovrappasso fino al quartiere Aranceto e a Germaneto dove si realizzeranno tre sottopassaggi, il principale attraverserà la SS 280. “Per ogni fermata sono previsti dei piazzali di sosta – prosegue Angotti - ciascuno con un centinaio, circa, di posti auto. Naturalmente l’obiettivo non è quello di far utilizzare la macchina ma il mezzo pubblico”. Del resto si è investito molto anche sulle vetture che serviranno il servizio metropolitano. “Alcune sono state già acquistate da Ferrovie della Calabria – afferma -, altre sono state ordinate grazie a uno specifico finanziamento per il rinnovo del sistema dei rotabili. Complessivamente ci saranno 15 vetture tra mezzi esistenti e nuovi. La capienza di ciascuna vettura è di 100 posti a sedere e 66 posti in piedi. Le vetture possono essere accoppiate, specie nelle ore di punte, e il sistema della metropolitana ha previsto delle banchine che consentiranno di avere il raddoppio della capacità di trasporto abbinando due di questi mezzi.

Questa viabilità ha un vantaggio che è quello di riorganizzare il trasporto pubblico su gomma, nel senso che quest’ultimo, lungo la dorsale del centro città, dovrebbe essere sostituito dal trasporto su ferro che avrà tempi molto minori e frequenze certe; mentre il trasporto su gomma, anche attraverso sistemi di viabilità di nuova realizzazione, si potrebbe concentrare a piccole navette che consentiranno di servire, velocemente, l’avvicinamento dei quartieri circostanti alla fermata della metropolitana”.

Quanto ai collegamenti della zona nord con le fermate della metropolitana l’ing Angotti precisa: “Un servizio metropolitano non può essere capillare. Il sistema è concepito come unico sistema di trasporto gomma/ferro, nel senso che per i quartieri più vicini alle fermate della metropolitana ci saranno le navette con percorsi brevi, lo stesso principio dovrà valere per i quartieri circostanti alla parte alta della città che, a causa dei dislivelli da cui è caratterizzata, viene a essere compensata dagli aiuti meccanizzati delle scale mobili che ritengo importanti al pari della metropolitana. I costi delle scale mobili dovrebbero gravare sull’esercizio della metropolitana e non sulle casse comunali. La realizzazione delle stesse favorirà la mobilità nelle zone “Stadio” e in prossimità del Parco Biodiversità. E’ previsto, inoltre, un ascensore che dall’Istituto Industriale scenderà alla fermata di Pratica e su via Corrado Alvaro, che è la prosecuzione di via Alessandro Turco”.

Nei quartieri a est della città dovrebbe essere implementato il servizio su gomma per permettere ai residenti di poter raggiungere le fermate della metro attraverso i mezzi pubblici. “La metropolitana è la premessa per riorganizzare completamente il modo di spostarsi in città – continua Angotti - tant’è che verrà realizzata anche una pista ciclabile lunga 6 km da Sala fino a Lido, per valorizzare la spina dorsale della metropolitana stessa. La finalità è quella di ripensare tutto il sistema di mobilità; questa sarà la vera sfida a fine lavori. E i lavori sono una premessa per cambiare le abitudini catanzaresi e dare un servizio a tutto il territorio”.

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