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Balneazione in Calabria: il 98% delle acque gode di buona salute, Catanzaro in pole position

Attualità Calabria
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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Tutte le coste calabresi godono di buona salute. Il 98% delle acque, infatti, è di classe eccellente e Catanzaro è l’unica provincia dove non emergono criticità. “Catanzaro non ha acque scarse né in situazione di non conformità – afferma a OggiSud la dott.ssa Francesca Pedullà, responsabile dell’intera campagna regionale di balneazione Arpacal -, quindi se dobbiamo fare una classifica è in pole position e se si va a guardare la classificazione delle acque degli anni passati si può dire che è riuscita a ripristinare quella che era la qualità scarsa e la non conformità”.

Il dato risulta dalle indagini effettuate dall’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria). Un elemento importante per il turismo nonostante alcune criticità che persistono più o meno nelle stesse zone. Su 112 comuni costieri costieri monitorati in Calabria, 15 presentano delle criticità. Si tratta di aree attenzionate da tempo, la maggior parte sono in qualità scarsa e rappresentano, complessivamente, il 2% del territorio. “Nel primo trimestre i servizi tematici acquee hanno effettuato 1847 campionamenti sui parametri previsti dalla normativa: Enterococchi intestinali ed Escherichia Coli – prosegue la Pedullà - e soltanto 27  sono risultati non conformi. I punti hanno riguardato alcune aree della provincia di Reggio Calabria, in particolare la zona antistante lo specchio acqueo di Reggio centro, in prossimità del depuratore di Brancaleone, nei pressi del fiume Mesima sia sul versante reggino che vibonese. Per quanto riguarda la provincia di Vibo c’è stato un inquinamento di breve durata a Pizzo che  si  risolto in pochi giorni. Per la provincia di Crotone si registra una non conformità in prossimità del fiume Neto, mentre nella provincia di Cosenza la non conformità ha riguardato alcune aree in prossimità di canali, fiumare, torrenti, a causa di depuratori costieri mal funzionanti. Per Cosenza ci sono tratti che hanno riguardato alcuni i comuni di Amantea, Belvedere marittimo, Corigliano solo la zona del Canale Salice, Fuscaldo, Paola, Praia a Mare, San Lucido, Scalea e Villapiana. Si tratta di punti già conosciuti e dove persiste il problema a causa delle carenze strutturali che, sicuramente, richiedono un impegno economico maggiore per risanare la situazione”. E’ obbligo dei comuni apporre i cartelli di divieto di balneazione e della polizia municipale affinchè non vengano tolti. “A seguito di segnalazioni esterne il personale sta attuando dei monitoraggi suppletivi per quanto riguarda alcuni punti critici e si stanno effettuando dei campionamenti aggiuntivi su segnalazione delle forze dell’ordine, di associazioni o semplici cittadini”. Sullo Ionio ci sono delle criticità molto ristrette rispetto al Tirreno, ma “Io non farei una classifica tra area tirrenica e area ionica. Non dimentichiamo che il mare ha una capacità auto depurativa che permette un ripristino dell’ecosistema e i controlli si effettuano per preservare la salute del bagnante”. La Calabria può ritenersi soddisfatta, insomma, tenuto conto anche delle 9 Bandiere blu e di due nuovi ingressi. Le Bandiere Blu calabresi premiate nel 2017 erano Roseto Capo Spulico, Praia a Mare e Trebisacce (Cosenza), Cirò Marina e Melissa (Crotone); Soverato (Catanzaro) e Roccella Jonica (Reggio Calabria). Le new entry per il 2018 sono Tortora (Cosenza) e Sellia Marina (Catanzaro).

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