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Sgarbi alla Fiera del Libro di Torino: no all'ingerenza in politica dei pm, con il governatore della Calabria persecuzione e gravi errori

(foto: facebook)

Attualità Calabria
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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

VIDEO INTERVISTA - “La magistratura non deve fare politica. Nel caso di Lucano l’ha fatta. Ha interpretato quel progetto, che può anche avere dei difetti che vanno emendati, come un progetto criminale”.

E’ quanto ha detto Vittorio Sgarbi rispondendo alle domande dei giornalisti oggi pomeriggio al Salone del Libro di Torino a margine della presentazione del libro di Franco Corbelli “La favola del piccolo Cisse” che si è svolta nello stand della Regione Calabria, nell’ambito del focus “La Calabria che accoglie”.
“Alla fine -ha aggiunto Sgarbi- questo è servito sostanzialmente da una parte a creare un mito di Lucano che è positivo e, dell’altra, pone il grave problema dell’ingerenza dell’attività giudiziaria nell’attività politica.

Anche la sospensione del presidente della Regione Mario Oliverio è insensata. Possibile che la Calabria debba vivere nell’incubo della violenza della criminalità e della violenza dello Stato che, per punire la criminalità punisce la politica? La politica avrà delle responsabilità ma o c’è la volontà criminale di fare affari o non si può sospendere un presidente di Regione confinandolo a San Giovanni in Fiore. Ma che roba è?

Con Lucano prima lo arrestano poi si accorgono che l’arresto era sbagliato e gli impongono di stare lontano da Riace. Sono delle misure fasciste in cui l’attività giudiziaria diventa azione politica intollerabile. E nella Calabria peggio che altrove. Se lo hanno fatto anche con me…Se io mi fossi candidato a Reggio Emilia non avrei mai ricevuto ben due avvisi di garanzia. CONTINUA LA LETTURA INTEGRALE SULLA FONTE UFFICIALE: ilfattodicalabria.it

MC ULTIMO 03042019